COSA FARNE DI TUTTA QUELL'ENERGIA ?

Quando un alcolista smette di bere, la moglie non ha più alcun motivo per brontolare; spesso diviene triste e si sente inutile. In questi casi, qualche volta, vedo marito e moglie insieme. In genere chiedo a lui di definirmi il problema. Egli può dire qualcosa come: “Credo che non sarei un alcolista se mia moglie non brontolasse continuamente”. Il mio commento rivolto alla moglie è: “Dubito che lei brontoli davvero; credo invece che lei esprima il suo legittimo rammarico per il fatto che suo marito beve eccessivamente. E questo in passato le è costato un’infinità di energie. Quando lui migliorerà a che cosa dedicherà le sue energie?”.
La convinco a porsi questa domanda, ma così facendo consento al tempo stesso al marito di vedere che la moglie può usare le sue energie anche in altre aree e così deve smettere di bere perché lei possa trasferire altrove le sue energie. Così, senza neppure dirlo, si mette in rapporto il comportamento dell’uno con quello dell’altro; difatti, quando si dice alla moglie di usare il suo tempo e le sue energie in modo diverso, contemporaneamente si sta prescrivendo al marito di lasciarle l’opportunità di farlo.
Posso farle notare: “Lei si alza ogni mattina con un certo quantitativo di energie, durante il giorno le usa e quando viene la sera lei è stanca e vuole andare a letto per ricostituire le sue riserve di energie. Quando suo marito smetterà di bere, lei come userà queste energie durante il giorno?”.
Talvolta uso lo stesso metodo con l’intera famiglia perché quando un alcolista migliora c’è sempre una reazione da parte della sua famiglia. Allora potrei chiedere alla figlia, come alla moglie: “Quando suo padre non sarà più un alcolista, come passerà il tempo che prima trascorreva desiderando che non bevesse più, evitandolo o impegnandosi a fondo per cambiarlo?”. Ho sentito dire da bambini che andavano a scuola: “Potrei usare questo tempo per la geometria” e da alcune mogli: “Finalmente potrei fare qualche lavoro per il comitato della chiesa”.
 
Tratto da Milton H. Erickson & Jay Haley, Terapie non Comuni; pag. 217, Astrolabio Editore.
COSA FARNE DI TUTTA QUELL'ENERGIA ?