Per uno strano caso, il primo lavoro di Albert [padre di Milton n.d.r] presagiva quella che sarebbe divenuta la professione di suo figlio: si ritrovò con un contratto di un anno come infermiere in un ospedale psichiatrico, con permessi solo saltuari per andare a trovare sua moglie a casa.
Successivamente il sangue vichingo e lo spirito di avventura che in quei tempi eroici spingeva a esplorare terre sconosciute portarono Albert a rispondere al richiamo delle miniere d'argento del Nevada. La famiglia Erickson viaggiò dunque in treno e in carro fino ad arrivare nel minuscolo villaggio di Aurum, nel Nevada. Il viaggio a Ovest fu difficile, pieno di quei disagi tipici delle avventure dei pionieri: vi furono carenze di cibo e d'acqua, rigide notti, forti tempeste di vento da sopportare, senza contare la resistenza fisica richiesta per il lungo tragitto. Una volta arrivata, la famiglia si stabilì in una capanna di tronchi dal pavimento di terra, con tre sole pareti (la quarta era costituita da una montagna!) in una zona desolata della Sierra Nevada. Costantemente assillati da penuria di viveri, i pionieri divennero bravissimi nel trasformare ciò che avevano a disposizione in ciò di cui avevano bisogno.
Ad Albert e Clara piaceva raccontare di quando conservavano la gelatina nelle bottiglie di whisky - la gelatina la si poteva tirare fuori con un coltello - perché i vasi a bocca larga, che erano di meno, servivano per conservare altri cibi. Certamente il fatto di crescere in un ambiente di questo tipo deve avere contribuito a formare la base di ciò che alla fine avrebbe caratterizzato gli approcci molto innovativi alla terapia Milton: l'utilizzare in modo creativo tutto ciò che è disponibile nella persona al fine di ottenere cambiamento e guarigione.
L'amore per la natura e lo spirito pionieristico così evidenti nelle prime vicende della sua famiglia erano ancora un aspetto caratteristico della personalità di Milton quando lo conobbi, nell'ultimo decennio della sua vita.
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