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“ACCOMPAGNARE”: 
malattia terminale e ipnosi ericksoniana
Un libro rivolto a clinici, operatori della sanità, volontari e familiari che “accompagnano” all'ultimo appuntamento

 
20/11/12 - Torino, 1 ottobre 2012
Il libro “Accompagnare - ipnosi ericksoniana e malattia terminale” inaugura la collana di quaderni dedicati al tema dell’utilizzo dell’ipnosi in vari contesti. La Casa Editrice Sublivion nasce dalle attività dell'Istituto Milton Erickson di Torino che dal 1996 è un centro di riferimento dell’Ipnosi Ericksoniana in Italia ed opera nell’ambito della clinica, della ricerca e della formazione. Incontrare una persona che muore mette in contatto con la propria precarietà e il senso dell’essere finiti. Nello stesso tempo si percepiscono emozioni sorprendenti e la capacità di “sentire” l’altro. L’ipnosi può essere uno strumento di crescita personale per operatori della sanità, volontari, familiari al fine di trovare il giusto equilibrio emotivo in situazioni di forte coinvolgimento relazionale. Scritto per chi opera nell’ambito delle malattie terminali, può essere di aiuto anche a chi si trova ad accompagnare un proprio caro. La tecnica ericksoniana consente di affinare la capacità di ascolto, di osservazione, di comunicazione al fine di interagire con maggior efficacia per la riduzione di ansia, stress e dolore della persona e dei suoi familiari.

“L’ipnosi ericksoniana, – spiega la dott.ssa Nicoletta Gava, psicologa clinica autrice del libro e direttrice del Milton Erickson Institute – è una tecnica psicoterapeutica che utilizza le risorse dell'inconscio inteso come luogo che racchiude tutte le straordinarie capacità insite in ciascun essere umano. Si lavora per far emergere le proprie capacità e potersi esprimere al meglio e in modo equilibrato. Accompagnare significa trovare la giusta vicinanza, al malato e alla famiglia che lo assiste.”
Gli autori illustrano come attraverso lo strumento dell’ipnosi, siapossibile gestire ansie e paure non solo del paziente, dei familiari ma anche del professionista e dei suoi collaboratori. L’autoipnosi permette all’operatore il recupero di energie, di mantenere una lucidità e una concentrazione che possono essere minate da una situazione relazionale faticosa, intrisa di rabbia, sofferenza e disperazione. Occorre entrare in relazione con le risposte emotive la capacità di adattamento e le potenzialità della famiglia che assiste il malato. Qui il professionista può ricalibrare le aspettative e sostenerli ad esempio in un prezioso dialogo con la persona cara in fase terminale prima, e nell’elaborazione del lutto poi.
Il malato viceversa necessita di essere accolto nella sua interezza, desidera che venga ascoltato il sintomo fisico e psicologico, che sia preservata la propria qualità di vita. Ha tante richieste che vanno lette, ascoltate e messe in relazione con l’unicità del suo essere. Occorre pertanto agire sulla patologia, sul sintomo e sulle emozioni della persona.

Il libro attraverso la descrizione dei concetti principali dell’ipnosi ericksoniana, delle condizioni che caratterizzano la fase terminale (primo e secondo capitolo) e la narrazione di interessanti casi clinici (terzo capitolo) mostra come l’ipnosi possa essere applicata con successo nella gestione della malattia terminale a diversi livelli e in diversi contesti. 
L’appendice infine, è dedicata alla neuroanatomia dello stato ipnotico.

Per ulteriori informazioni contattare la dott.ssa Nicoletta Gava, tel. 339 280 37 53
Il libro è acquistabile online all'indirizzo: http://www.ericksoninstitute.it/it/books.php
Autori: Nicoletta Gava, Piera Rosso, Alessandro Piedimonte
Anno 2012 - 100 pagine – Euro 12,00
Link: Accompagnare - Sublivion Edizioni
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