CASO CLINICO: JACK

Jack è un dentista di 30 anni che si è trovato in difficoltà a causa della sua paura ossessiva di contaminarsi durante gli interventi. Intraprese due anni di terapia cognitiva comportamentale combinata a Clomipramina. Nonostante questo, non ottenne sollievo, anzi i suoi sintomi peggiorarono. Non sentiva di avere un rapporto adeguato col terapeuta. Il collega odontoiatra di Jack temeva che i comportamenti compulsivi di Jack (triple mascherine e occhiali, strati multipli di guanti, pratiche di controllo, ruminazione eccessiva durante l’esecuzione di certe procedure, aspetto stralunato) avrebbero potuto danneggiare la sua professione. Insistette perché Jack cercasse altro aiuto.

Quando cominciai a trattarlo, durante le prime interviste diagnostiche, Jack mostrò punteggi normali di DES; SDQ-20, ed SDQ-5. Dopo alcuni mesi però risultò positivo a diversi item che indagavano amnesia ed ad altri che indagavano esperienze di derealizzazione e depersonalizzazione in SCID-D. descrisse anche flashback somatosensitivi come se avesse “qualcosa” nell’occhio e “sangue in bocca.”

Jack veniva da una famiglia caotica e rabbiosa. La nonna era considerata “apprensiva”, e sua madre attuava rituali. Riportò un trauma di natura sessuale risalente al college dal quale però era emotivamente distaccato. “Posso parlarne ma non sento assolutamente niente quando lo faccio.” A Jack venne prescritta Fluoxetina mentre la terapia veniva focalizzata sullo sviluppo dell’alleanza terapeutica, dell’aspettativa di guarigione, dell’autoipnosi, del senso di autostima e su interventi cognitivo comportamentali mirate al controllo dei pensieri. Una volta che Jack cominciò a sperimentare un piccolo grado di padronanza sulla sua risposta al trattamento e che sviluppò un’aspettativa di guarigione, l’esplorazione ipnotica ebbe inizio. Dopo un anno di terapia settimanale, i suoi sintomi migliorarono, divenne più assertivo e divenne capace di rilassarsi e godersi sia il lavoro che il tempo libero. Conseguì l’abilitazione nella sua specialità dentistica, e abbandonò la collaborazione per avviare un proprio studio specializzato.

Successivamente Jack venne lasciato dalla moglie, e fu in grado di fronteggiare questo evento appropriatamente. Durante il suo secondo anno di trattamento, i suoi sintomi ed i suoi flashbacks svanirono gradualmente e Jack fu completamente libero dalle ruminazioni e dai comportamenti compulsivi. Continuò a venire da me due volte l’anno per delle visite di “controllo”. Fino a tre anni dopo era ancora libero dai sintomi. A causa dell’importanza dell’influenza che le dinamiche familiari avevano sui sintomi di Jack, decidemmo che avrebbe mantenuto la fluoxetina.

 

tradotto e citato da: Claire Frederick (2007), Hypnotically Facilitated Treatment of Obsessive-Compulsive Disorder: Can it Be Evidence-Based? International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 55(2): 189–206, 2007.

 

CASO CLINICO: JACK